Come una volta.

Forse è che mi stufo presto delle cose. Dico in generale, non di tutto. Ci sono dei punti fermi e me li tengo stretti anche, che sono le cose più belle che ci sono. Una delle cose che non mi ha ancora stancato per esempio è ABCDEFEIZEE, per dire. Lo ascolto da due anni e mi piace ancora. Che di solito uno che fa musica dice sempre ‘eh, ora qua la batteria ce la cambierei.. Si ma questo basso magari se ci facevo un altro giro..‘. E invece questa volta no. Credo che pensino la stessa cosa anche mf doom e madlib con madvillain, per dire. Per dire anche una cosa che non mi sta stancando in questo periodo è dire “per dire”. A volte invece c’è l’entusiasmo che è altissimo per delle cose nuove, che vuoi fare tutto e fai anche molto e persino non ti basta il tempo per fare tutto quel che hai in mente. Come quando hai un sacco di tempo libero e non ti viene niente da scrivere e invece ti viene quando stai vendemmiando o devi prepararti per uscire e hai solo un quarto d’ora e devi farti la docccia e cambiare l’orologio per abbinarlo alla maglietta che ti vuoi mettere, che il casio nero con la polo bianca con la F di Fila blu ci sta anche, ma vuoi mettere l’indiglo (leggi ‘timex’) azzurro e blu. Che per esempio sto facendo una tesi molto bella, che sarà anche utile a qualche persona, ma se mi dilazioni troppo i tempi, mi passa anche la voglia di seguire le tue indicazioni che chissà quando mi darai, e allora faccio di testa mia. Prima si pensava alla musica. Credo che i grandi capi dovrebbero tornare a puntare a chi la fa con passione. Dove sono  i cantautori, i musicisti. Ok la moda. I pacchetti preconfezionati e studiati in qualche scrivania che costa ben più di un fender rhodes. ma ne bastano uno o due di cantanti così, per dire. Gli altri, facciamo che sono artisti. Perfavore. Come una volta, che c’erano battisti e mogol, renato zero, venditti e la nannini. E per il rap, ‘voglio tornare nel ’96’, come dice Bras.

 

Come una volta.

Carry on and have a smile,
ef

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Il rap e le femminucce.

C’é ludacris che bisticcia con drake. che poi drake dice su a future tramite twitter, perché questo ci é rimasto male, povero, che il rapper usignolo non c’era nel suo video d’esordio. E allora poi arrivano anche i milanesi che fanno il broncio ai romani e questi per dispetto gli rubano il gelato. Poi c’é quello che fa freestyle ad una gara e il suo sfidante, cucciolino, é permaloso e allora gli da una microfonata in faccia.
Invece poi vedo la gente che sta intorno a me, che ormai il gangsta rap era bello nel ’97 ed ora abbiamo capito che é più intelligente fare musica e divertirsi. E la gente di Verona si vuole bene. E se si va a Brescia mica ci si fa le lotte, ma ci si sorride e ci si beve una birra. e a Mantova uguale. pure a Vicenza. Poi si invitano i rapper di Padova ad una battle tra mc’s e a fine serata vedo solo risate e strette di mano. E a me piace così.
Peace, unity, love and having fun.

L’ho scritto sulle nuvole.
La gioia, quanto ho voluto buttarla fuori
aspettando il sole che venisse a donare albori,
la pioggia poi a rinfrescarla,
ridarla alla ragazza dama di fiori.
Io ti direi che il gioco gira su un binario:
non ricevendo solamente do.
E questo è straordinario per me.
Ménage a tre: io + musica e lei.
Zero delay, tutto diretto e preciso.
Tra sorrisi, skills, flow, preferisco il primo.
Hiphop genuino:
lo amo se è bambino, innocente, bianco e lucente.
E chi lo fa senza apparire deficiente.
La musica se è umile è al di sopra di una spanna.
E se la fai con calma piace pure alla tua mamma.

Ed evito giudizi perchè è arte + cultura.
Non una gara scema. E’ unità non rottura.

E stiamo insieme, che a me piace di più.
Più crews, bboys a tu per tu,
una nazione, un groove.
E stiamo insieme di più che
c’è bisogno d’amore, non di lotte.

Ho una speranza nell’hiphop..

Carry on and have a smile,
ef

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Eppur (qualcosa) si muove.

Citazioni alte come non ci fosse un domani. E invece un domani c’é, eccome se c’é.
C’é anche uno ieri e anche un qualche giorno fa.
Qualche giorno fa ho pubblicato sul mio canale youtube il promo del mio primo ep ufficiale che si chiamerà ABCDEFEIZEE ed uscirà tra poco. Non oltre il mese credo.

In quest’ultimo periodo i post su questo blog non sono stati così numerosi; il tutto perché da qualche tempo sto scrivendo per RapBurger, un sito che si occupa di quel che ruota attorno alla cultura hiphop.
Potete leggere i miei articoli cliccando qui, ma guardatevi anche il resto del sito che é proprio un bel prodotto.

Per ora non aggiungo altro.
Carry on and have a smile,
ef

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La risoterapia.

Che chissà se é una cura a base di riso o di risate, te lo dico subito. —– di risate.
Però ci dicono anche un sacco di castronerie tipo che Sigmund Freud diceva che blablabla cervello, ma la mia fidanzata mi ha insegnato che Freud diceva che veniva tutto dall’anima mica dal cervello.
In questi giorni leggo più in altre lingue che nella mia. Anche i libri, vado a letto e a malapena riesco a riascoltare per una volta qualche mia canzone per un’ultima revisione, che poi puntiamo tutti sempre alla perfezione, anche quando finisci qualcosa, dopo un giorno un mese una settimana un anno un istante dici ecco che ci potevo fare! solo che ormai hai già finito e allora fai che impari tutto per la prossima volta.
In sostanza ho letto che le risate fanno bene sia alla salute che alla mente, ma queste cose già me le aveva insegnate mio nonno Lino che era il più ganzo di tutti che ogni domenica ci voleva a cena tutti là e al suo compleanno faceva sempre i discorsi che ci venivano i sorrisi a tutti grandi così ed ogni volta diceva che era felice che eravamo tutti uniti e che voleva che rimanessimo così anche quando.
Silvano mi ha detto che Luca che ha sette anni e sua zia che ha ottantasette anni litigano per il telecomando perché lei ha l’età che ha e vuole guardare i suoi canali. Allora gli ho detto che anche Luca ha l’età che ha e vuole guardare i suoi canali. quindi uguali.

Guarda.

Carry on and have a smile,
ef

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tutti al mare a mostrarle.

Viaggiare è bello anche perché si impara la geografia. Anche con Italia mia, che è un gioco in scatola che ci giocavo da piccolo e ci ho giocato ieri con la mia fidanzata. Spediamo cartoline, lei è più abituata che nel portafogli ha tutti gli indirizzi scritti io invece imparo e chiedo via cap numero civico. Poi abbiamo l’atlante stradario più importante che ci sia ma siamo due tonni e ce lo dimentichiamo a casa e allora usiamo le mappe del telefono cellulare solo che non ci si capisce tanto ma quel poco che basta per scoprire che da Vieste a Peschici ci si mette ventun minuti che invece alla fine sono quaranta. I navigatori ti fanno fare strade che non esistono, passiamo attraverso case, strade sterrate con pendenza ben più che superiore al tre percento e le due macchine davanti a noi hanno il nostro stesso navigatore. Dopo la discesa c’è un autogrill che si mangia bene e fate benzina prima di Vasto che poi altrimenti non ce ne sono più e menomale che. Le capre ci attraversano la strada, le mucche sono magroline e stanno sedute come i cani, ulivi e pomodori, foresta umbra anche se è in Puglia, oplà, che è anche il nome del nostro bar del cuore, chissà se ci fanno i rinfreschi di matrimonio. Vieste è bianca e beige, Peschici bianca e azzurra. Assemblamenti di coppie esattamente opposte. Facciamo una foto qui che sembra quando siamo stati a Rodi. Ah, Rodi Garganico? No no Rodi in Grecia. Al ristorante abbiamo scelto che pesce mangiare, mica guardando il listino, ma guardando la vetrina dei pesci e abbiamo scelto orecchiette con l’astice che ciao veramente ciao te lo giuro ciao. Centouno cento grazie ciao. Segni della croce come non ci fosse un domani persino i bambini di nove anni, impazziti. Ristorante pizzeria qui si mangia bene. E’ l’amore a chiederti la pizza. Io non l’avevo mai visto un presepio il quattro di agosto. La danza del kuduro è un tormentone che in verità non è un tormentone. O perlomeno lo è solo per noi e per emilio fede. In ogni caso: la danza del kuduuuro. C’è un indies summer festival che il gruppo di punta chiama indie rockers festival. Il gruppo di punta in verità sembra un gruppo rap di sedicenni. Che io pensavo che il loro singolo fosse in verità una presa in giro o una parodia o una cosa così, invece ci credono veramente. Adesso faccio una strofa. che in verità non riesce a fare. Quelle mani puoi batterle a tempo. detto fuori tempo perché è troppo difficile. Perlomeno il dj ha buon gusto. come fred. Ieri c’era un tizio che sembrava Barney Rubble e si chiamava Illuso ma gli hanno dato la pizza lo stesso per davvero mica per finta e poi un tizio ha sceso uno scalino dicendo oplà. Non è semplice tornare alla vita di sempre quando la settimana che hai trascorso in verità è sembrata la vita da sempre. Sono fortunato. E anche bravissimo. Briochine con burro e marmellata di fragole, succo di frutta tutti i frutti e arancia, caffè, sigaretta, baci, facce da tonni, spiaggia. Questa si che è vita.

Chiappe chiare a tutti.

Carry on and have a smile,
ef

 

PS: trova qualcosa da fare in modo distratto e ascolta questo disco che a me piace così.

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Dodici luglio milano.

Ciao Hiphoprec,
sono

Stefano blablablabla
cell. blablablabla

La mia motivazione é che vorrei avere dei cipressi in casa, e renderlo pubblico al mondo intero.
PS: non ho nemici, e non faccio alcuna fatica ad ammetterlo, giuro.
PPS: io abito in provincia di Verona, a Soave che é in collina.

A presto e continuate a fare un ottimo lavoro :)
Stefano

E così sabato scopro di aver vinto due biglietti per un evento che ciao. House of pain, Cypress Hill e Public Enemy. Ci porto la mia fidanzata e invece no, che gli esami dell’università sono più importanti. Ore cinque post meridiem. -Pronto Luc, tra un’ora fatti trovare pronto che ti porto a Milano. –Ahah! … Eee.. ok dai vabene. … Ma è uno scherzo? –Neanche un po’, tutto vero,a poi! :)
Parto da Soave, arrivo a San Giovanni e la mia maglietta è già da buttare e ho dimenticato la maglietta di riserva, poco importa.
Milano è difficile, google maps non sa proprio indicare le uscite autostradali ed i navigatori pensano io sia abilitato al passaggio in ztl. Optiamo per il buon vecchio metodo del sorriso associato ad un Ciao, scusa! Sai dov’è l’Arena Civica?. Peripezie e semafori e dargen d’amico e bibio e stop e caldo che appiccica e turisti che pensano ma che ci sono venuta a fare io qua e in fondo al semaforo a sinistra passi due semafori e giri a destra e trovata. Parcheggio non esiste, solo a pagamento, sette euro all’ora, stasera siamo ricchi. Arriviamo alla biglietteria, mostro la stampa della mail (viva viva viva hiphoprec, viva viva). -Ciao ho vinto due biglietti- -Ma guarda te che culo, io non ho mai vinto niente! Io penso che magari non hai mai vinto niente perché non ci hai provato mai, ma lo tengo per me, sorrido e ritiro i ticket che siamo già in ritardo.
Appena entrati troviamo amici e amiche. Abbiamo perso gli House of Pain. Ci dicono poco male, Everlast era un tronco immobile con la chitarra, inamovibile pure con Jump around. Dopo i saluti e gli abbracci, io e Luca decidiamo di addentrarci e goderci tutto.
Chuck D è Chuck D. Flavor Flav è Flavor Flav. Non c’é altro da aggiungere.
Public Enemy mostruosi. Il caldo lo era altrettanto che si appiccicava alla pelle ai vestiti.  E ciò nonostante i brividi mi sono arrivati comunque. Giuro.
Proprio bravi.
La loro parte di live finisce e dispiace a me quanto a loro. Il pubblico italiano capisce Put two fingers in the air, ma non sa cosa voglia dire fist.
Durante il cambio palco la gente inizia a sfoltirsi, così andiamo ancora più avanti.  Il fonico per fare il check dei microfoni non dice i classici one two one two o check check check mic check ma una cosa mai sentita prima che era un miscuglio tra i ed e.
Julio G ed Eric Bobo (rispettivamente dj e percussionista, ma che ve lo dico a fare) sono già sul palco. Entra B-Real. Entra Sean Dog. Inizia la pioggia e il caldo si alza. Decidiamo di allontanarci dalla massa per goderci meglio l’esibizione. Sono riuscito a passare in mezzo ad uno stormo di petti nudi maschili sudati senza sfiorarne uno. E credo di essere stato parecchio fortunato. Hit from the bong l’hanno interpretata alla lettera. Non hanno fatto Tequila sunrise e Lowrider, che mi sarebbe piaciuto molto. Hanno fatto Vato, che proprio non me l’aspettavo, e mi è piaciuto molto. E il pezzo successivo con un beat  che non so cos’era ma c i a o . (se qualcuno lo sa, mi renda noto, grazie :) )
Ho alzato la mano così W. diverse volte e mi piace.
Come ogni popstar che si rispetti scendono dal palco a far finta che il live sia finito e invece no. Ri-escono chiudendo il tutto con Rap Superstar che diventa Rock Superstar.
A parte i due tre pezzi merengueri che se ci mettevano in mezzo danza kuduro mica stonava, è stato un bel live. La cosa dei volumi dei microfoni bislacchi, a questo punto, credo sia una scelta loro.
Ci si aspettava una botta finale con tutti e tre i gruppi sul palco, ma invece no. Dai, sarà per la prossima volta. Flavor Flav ci ha salutati per ultimo e io l’avrei abbracciato.

Carry on and have a smile,

ef

PS: ora ai concerti rap ci vanno gli indie e i raver.un sacco di raver.

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Storie di pirati e principesse. 5

Ho scoperto che c’é della musica che ascolto ma alla fine é da sottofondo. non é che mi fa venire gli angoli della bocca in giù. E ultimamente cerco musica da angoli in giù.

Pirata e Pincipessa, il record di volo del tempo ce l’hanno ancora loro.
Il record di distrazione forse ce l’ho io in questi giorni.
Ma credo di sapere la soluzione quindi Carry on and have a smile, come disse un mio caro amico. :)

Principessa ha avuto un sacco di ricevimenti e presenze e galanterìe da imparare e Pirata molte spedizioni in questi ultimi tempi. Una delle imprese più difficili é stata contare tutte le pinne di squali superiori ai settant’anni presenti nell’arcipelago delle Miele. Sa che dovrebbero essere millequattrocentosessantaquattro, gliel’ha detto Capitano. ma lui ne ha contate solamente millequattrocentosessantatre. in questi giorni risalperà per un ultimo giro.
Una sera che c’era la luna timida, Pirata ha portato Princi su uno dei suoi posti preferiti, lo portava suo papà fin da quand’era piccolo. é un posto in alto, dal quale si vede tutto il villaggio, il mare, qualche vela anche di notte e tutte le lanterne delle barche e di qualche viandante che sembra vada di fretta invece forse no. Quella sera la luna era talmente timida che non si voleva far vedere, ma si sentivano i canti dei corsari che facevano venire voglia di fare cincin con i boccali di birra e di rum e far saltare gocce dappertutto e pulirsi la bocca con gli avambracci e poi c’erano ben tre stelle e poi c’erano Pirata e Principessa, che sarebbero bastati loro due. Poi ad un certo punto si sono accorti che luna li stava spiando ed era timida ma si vedeva che rideva sotto i baffi.a poco a poco si é trovata sempre più a suo agio, mostrando a tutti che sorrisi sapeva fare.

(continua)

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